mercoledì 17 ottobre 2012

Con gli ARAGO DESIGN l'Abruzzo diventa 'opera d'arte'


La riflessione intorno alla questione dell’identità, della riconoscibilità e dell’appartenenza è alla base di un gioco socio/culturale dal titolo Se lo riconosci gli Appartienie che ha visto protagonista l’Abruzzo. 
Per diverse settimane una sola immagine con un grande punto interrogativo rosso piazzato nel centro dell’inquadratura che alludeva ad un territorio in 3d, bianco e con i dati geografici volutamente azzerati, ha movimentato le pagine di Facebook fino a diventare una icona ‘virale’.
In molti si sono chiesti cosa fosse quell’immagine a grado zero, senza didascalie, senza riferimenti, che rimbalzava di pagina in pagina, di bacheca in bacheca con commenti del tipo: “Un territorio inesplorato? Montagne di meringhe? Elettrocardiogrammi tridimensionali? Iceberg al limone? Paesaggi della mente?” 
Gli ignari partecipanti al gioco erano tutti alla ricerca di una ricollocazione fisica o emotiva rispetto all’oggetto sconosciuto, ma di una cosa erano tutti certi e consapevoli… si trattava di CERAMICA! 
Ad un certo punto il gioco ha rivelato quello che non era un semplice oggetto, ma un’opera d’Arte: l’Abruzzo in scala 1:315.000 in ceramica bianca invetriata. Un Abruzzo primordiale, originario, senza abitanti e dati geografici. 50 centimetri per 50 centrimetri di PURO ABRUZZO come nessuno l’aveva mai visto!


Da una parte il gioco sull’Abruzzo come Icona, dall’altro l’Abruzzo come opera d’Arte che attraverso questo plastico è stato protagonista di un ‘attacco creativo’ in piena regola che ha coinvolto la collettività in una ‘risposta creativa’ terminata con l’iscrizione dell’opera al PREMIO TERNA 04, uno dei più importanti riconoscimenti italiani per l'arte contemporanea e quest'anno intitolato "Dentro e Fuori luogo. Senza Rete. Il Territorio per l'Arte". 
L'Abruzzo 1:315.000 (è il titolo dell'opera) vestito in ceramica perdipiù (materia sofferente in Abruzzo), aspetta solo di essere votato con voto popolare fino al 17 ottobre ore 18.00 sul sito web del Premio nella sezione Megawatt.
E’ un voto in nome dell’arte, per l’Abruzzo, per la Ceramica e per Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano (in arte ARAGO DESIGN) che lo hanno realizzato.
E così in un foglio di ceramica bianca, sagomato con le tecnologie più moderne sulla morfologia del territorio, si condensa il racconto primordiale delle origini di un popolo della sua identità collettiva e del suo sviluppo fino ad oggi.
(Jasmine Pignatelli)


lunedì 30 luglio 2012

12 artisti per CHANGE alla Fornace Pagliero di Castellamonte (To)

Brenno Pesci
In un’antica struttura del 700 miracolosamente arrivata intatta fino a noi e sapientemente ristrutturata per volontà di Daniele Chechi, tra ampi ambienti, volte con mattoni a vista, gallerie, cunicoli, sottotetti a capriata si è svolta una mostra che ha portato la piccola comunità di Castellamonte al centro dell’interesse artistico nazionale e internazionale. 
E’ il centro Ceramico Fornace Pagliero, uno straordinario capolavoro di archeologia industriale, ad ospitare la doppia mostra dedicata alla contemporaneità del linguaggio ceramico.
Una mostra è dedicata al ceramista savonese Sandro Lorenzini, autore apprezzato non solo in Europa e che ha realizzato quasi tutte le opere nella stessa Fornace, in qualità di “artista in residenza”.

Sandro Lorenzini

















Un’esperienza significativa, uno dei pochi tentativi di introdurre anche in Italia la pratica degli scambi artistici e dei laboratori con soggiorni in loco. 
La mostra di Sandro Lorenzini ha il supporto critico del Direttore del MIAAO (Museo Internazionale delle Arti Applicate), Enzo Biffi Gentili e si sviluppa attraverso un percorso che si snoda tra antiche impastatrici, molazze, vasche, matrici originali delle stufe che venivano prodotte già nell’800 con uno scenografico allestimento pensato dallo stesso Lorenzini.

Jasmine Pignatelli
     
Rita Miranda
Il percorso nella Fornace di Daniele Chechi continua mettendo in mostra le forme più innovative e sperimentali della ceramica, a partire dalle tecniche, passando per l’intersezione con altri linguaggi propri dell’arte: CHANGE – Contemporary Ceramic Art è il titolo che raccoglie 11 artisti chiamati a formulare un messaggio nuovo sulle potenzialità e sulla contemporaneità della ceramica. 
Simone Negri
Silvia Calcagno, Terry Davies, Mariano Fuga, Gian Genta, Rita Miranda, Simone Negri, Brenno Pesci, Jasmine Pignatelli, Franco Rampi, Paola Staccioli, Paolo Staccioli presentano opere pensate apposta per il luogo in un dialogo serrato con quello che è la Fornace e con quello che rappresenta: continuità e innovazione in quella che è la più antica fabbrica di Castellamonte e che mantiene viva la vocazione tra artigianato, territorio e arte. 
Mariano Fuga
Dice il ceramista/imprenditore Daniele Chechi del suo impegno con la ricca programmazione della fornace e con il polo non solo espositivo ma anche museale all’interno della stessa: qui il territorio si mescola con tradizioni, eventi, mostre e manifestazioni imboccando la strada della Cultura e dell’Artigianato di Eccellenza.
Silvia Calcagno
Durante il periodo della mostra sono previsti eventi collaterali e a cura dell' artista Terry Davies in settembre, con la collaborazione dell'artista Franco Rampi, verrà eseguita una spettacolare cottura all'interno della fornace in un forno di bottiglieChange è a cura di Silvia Campese. Catalogo in sede.
(Jasmine Pignatelli)

Inaugurazione
dal 28/07/2012 al 07/10/2012
Centro Ceramico Fornace Pagliero - Frazione Spineto, 61 - Castellamonte (TO)
orari: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì ore 16/19 - sabato e domenica ore 10/12,30 - 15/19
ingresso: € 5,00
info: tel. 0124 582642




lunedì 9 luglio 2012

BACC: la Ceramica ha una nuova Biennale


La Ceramica ha da quest’anno un nuovo appuntamento biennale: BACC, la Biennale d’Arte Ceramca Contemporanea, che nasce da un progetto corale tra l’Amministrazione di Frascati e Contemporanea Associazione Arte e Cultura. Opere di: Silvia Calcagno, Elettra Cipriani, Guido De Zan, Fabrizio Dusi, Marino Ficola, Antonio Grieco, Annalisa Guerri, Massimo Luccioli, Rita Miranda, Riccardo Monachesi, Simone Negri, Jasmine Pignatelli e Sprout. A cura di Manrica Rotili. Catalogo edizioni IGEO. Scuderie Aldobrandini – Frascati (RM). Maggio/Giugno 2012.



Bacc | le Scuderie Aldobrandini di Frascati
Dai tempi dei tempi le caratteristiche culturali e  i diversi modi di agire di gruppi umani, di contesti sociali, di varie forme di espressione è sempre stato soggetto a etichettature. Una strana e rabbrividente necessità di razionalizzare, serrare e bloccare qualsiasi idea di nuovo, di diverso o di incomprensibile ha portato alla creazione di ‘luoghi comuni’ più legati ad una forma di avversione e razzismo che ad una vera e propria attenta osservazione della realtà. Così gli ebrei ci vengono presentati come tirchi, i meridionali come approssimativi e permalosi, i piemontesi come falsi e cortesi. I comunisti mangiano i bambini, a Milano mangiano risotto e a Frascati vino e porchetta, la pittura è arte e la ceramica è artigianato.
E’ una disfatta dell’intelligenza e della razionalità incapace di produrre concetti nuovi ma che propone solo pensieri regressivi.

Bacc| | pubblico all'inaugurazione. Opera di Fabrizio Dusi
Forse l’ho presa un po’ alla lontana ma quello che volevo mettere nero su bianco è che esistono invece delle realtà locali che propongono idee nuove contro ogni ‘luogo comune’. Se alla base c’è un pensiero libero e costruttivo anche una piccola iniziativa, una piccola mostra può diventare il grande contributo a costruire una nuova VISIONE di modernità e opportunità nel mondo delle arti in questo caso. Frascati (che non è la terra del vino bianco e porchetta) ha abbracciato il progetto di portare nel suo territorio un nuovo modo di percepire la ceramica (che non è artigianato) lontana da quell’abisso che tradizionalmente ha tenuto separato il regno dell’artigianato da quello dell’arte. 

Bacc | in primo piano opera di Simone Negri
La piccola mostra si è trasformata in Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea nata da un progetto corale tra l’Amministrazione di Frascati e le diverse realtà territoriali che hanno intercettato in questo progetto un’idea di ‘cambiamento’ verso le inaspettate potenzialità di questo mezzo espressivo, evidenziando il radicale ampliamento dell’idea stessa di ceramica. Da qui il titolo della mostra “Materia in Espansione”. Non occorre avere una tradizione, ne essere distretto industriale o artigiano (da Faenza a Deruta) per condividere l'idea che la MATERIA è IN ESPANSIONE. E questa Biennale è preposta a dare il giusto risalto ad una fenomenologia culturale di tutto rilievo.

Bacc | in primo piano opera di Jasmine Pignatelli
Allo stesso modo Manrica Rotili che ha curato mostra e testo in catalogo puntualizza: La prima Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea di Frascati punta ad inaugurare una tradizione nuova che dia inizio a nuovi modi di fare e concepire l’arte, mettendo al bando le dogane dell’arte, reali o metaforiche che siano, e promuovendo un pluralismo artistico adatto ai nostri tempi”.

Bacc | opera di Rita Miranda
Manrica Rotili parla ancora delle opere, degli artisti, delle Scuderie Aldobrandini e continua: “Le opere dei protagonisti della prima Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea incarnano un cambiamento importante nella percezione di ciò che la ceramica può essere e può significare, lontana da quella che è la connotazione artigianale di questa materia. Silvia Calcagno, Elettra Cipriani, Guido De Zan, Fabrizio Dusi, Marino Ficola, Antonio Grieco, Annalisa Guerri, Massimo Luccioli, Rita Miranda, Riccardo Monachesi, Simone Negri, Jasmine Pignatelli e Sprout propongono installazioni di grandi dimensioni, contaminazioni tra diversi materiali e tecnologie, sculture visionarie, astratte, estreme al limite della tenuta tecnologica del materiale. Sono le opere pensate per i prestigiosi spazi delle Scuderie Aldobrandini (ristrutturate da Massimiliano Fuksas) location ideale per ospitare la prima edizione di BACC.  

Bacc | opera di Annalisa Guerri
Proprio come le opere di tutti gli artisti selezionati, le Scuderie Aldobrandini costituiscono infatti un affascinante connubio tra antico e moderno, tra tradizione e innovazione".
BACC è diventata una promessa. Ha in cantiere altre mostre, concorsi, attività didattiche e nuove pubblicazioni e ad oggi ha proposto un’avventura artistica e culturale che ha restituito a questo paese un nuovo ritratto artistico che finalmente contempla anche la ceramica e insieme a questo una nuova fotografia di Frascati, territorio di Storia, di giardini, di ville Tuscolane e di un nuovo fermento artistico.


Dall testo in catalogo di Manrica Rotili, la curatrice della mostra: “Forzando i limiti degli ordini creativi più tradizionali, violando divieti, inaugurando nuove strade, nuovi connubi, inedite ibridazioni tra le arti e istituendo corrispondenze inattese tra percezione e pensiero, il percorso che le opere in mostra suggeriscono è una sorta di parabola dell’evoluzione della ceramica verso il mondo dell’arte. Opere come quelle di Massimo Luccioli ed Elettra Cipriani, sebbene profondamente differenti per tecnica, composizione e risultato estetico, hanno in comune la continuità nella tradizione: entrambi sperimentano nel rispetto della cultura ceramica, pozzo di inesauribile ispirazione. Ma è dal superamente dell’esperienza e della sapienza tecnica che nascono le loro sculture: lastre di terra e scudi.

Bacc | opera di Riccardo Monachesi
L’interesse per le forme naturali e per le loro connotazioni spirituali è l’elemento comune delle opere di Rita Miranda e Annalisa Guerri in cui natura e tecnica si mescolano generando singolari universi con logiche proprie, che conservano solo in parte l’imprevedibilità e la caducità dell’elemento naturale. A confidare nell’imprevedibilità del fumo è Simone Negri. Prediligendo le tecniche di cottura per affumicamento l’artista lascia un margine di casualità al risultato finale delle sue sculture, una causalità controllata che si innalza a processo di produzione, in cui la corporalità e il tempo necessario alla creazione sono chiaramente iscritti nella struttura dell’opera finita.

Anche la scultura di Jasmine Pignatelli prende le mosse dalla forza della natura. La sua ricerca del’invisibile deriva dal suo riconoscimento del reale, ed è la tensione tra queste due dimensioni a produrre l’energia della sua arte.

Bacc | opera degli Sprout
a parete opera di Elettra Cipriani
La parabola di BACC prosegue proponendo un percorso che mette sempre più in discussione le nostre esperienze ordinarie con la ceramica e che tende ad orientare il nostro interesse oltre che nelle qualità formali delle opere, anche in quelle narrative che dalle prime possono scaturire.
È il caso di Antonio Grieco, le cui opere, di forte potenzialità poetica, incarnano la sperimentazione massima nell’uso e nella commistione di materiali e materia. O delle sculture di Riccardo Mochesi: una sorta di “pensieri materiali” che suggeriscono un’equilibrio dinamico tra forma, contenuto, contesto e significato. L’accattivante simbolismo visivo dell’opera di Marino Ficola conduce lo spettatore in una dimensione onirica e straniante suggerendo una riflessione sul rapporto tra natura e artificio.
Esuberanti e irriverenti sono le sculture del gruppo Sprout che, abbinando un rigore intellettuale ad un umorismo sottile, mettono in discussione sogni e modelli  della società contemporanea rivendicando desideri e stili di vita più naturali e autentici. Lo stesso interesse per il rapporto arte - società ha condotto Fabrizio Dusi a esplorazioni inventive. 

Bacc | Antonio Grieco e a parete opera di Silvia Calcagno
Riuscendo a coniugare il linguaggio della ceramica con la street art e l'illustrazione, l’artista racconta l’ossimoro di un coro solitario e silenzioso. Se Dusi sottolinea l’incomunicabilità del conversare quotidiano Guido De Zan nutre fiducia nella comunicazione e crea delle “figure” dall’impronta antropomorfa che non possono che vivere in coppia. Unite ai loro simili fino a formare gruppi e famiglie esse si raccontano e si sostengono a vicenda.
Profondamente stratificata e prevalentemente autobiografica l’opera di Silvia Calcagno scava nel dolore della condizione umana. Facendo coesistere mezzi di rappresentazione diversi l’artista procede per sottrazioni e addizioni dando vita ad una sorta di scultura “multi-immagine”.
(Jasmine Pignatelli)


domenica 18 marzo 2012

La Ceramica in Italia e nel Mondo n°11.


Un intervento firmato da Jasmine Pignatelli per il n°11 de: LA CERAMICA IN ITALIA E NEL MONDO. Rivista trimestrale edita da Borghi & Imperiale Publishing snc. Diretta da Silvia Imperiale. In copertina un'opera di Arnold Annen. Per informazioni e abbonamenti: http://www.laceramicainitalia.com/

mercoledì 30 novembre 2011

Elettra Cipriani. Esplosione di terra e di fuoco nella sua ultima mostra: Terre Corrotte

Lapilli. Terracotta, ingobbi, smalti, lava

Una pioggia di lapilli per la mostra di Elettra Cipriani. Un viaggio tra i crateri e i fumi dell’Etna, un’emozione da condividere, una tappa interiore. Nella sua ultima mostra a Roma, Terre Corrotte, Elettra presenta il suo nuovo lavoro: “C’è stato un viaggio, in Sicilia. E da subito sono stata travolta dalla forza magnetica di quel territorio. Rapita dall’Etna, dalla sua forza e dalla sua potenza, dai suoi colori e dalla sua magia”. Ed oggi ecco qua le sue nuove opere: Lapilli

Forme intense, raccolte, rivestite con i toni del fuoco e della lava, del cielo e delle pietre laviche; forme modellate dalla natura, sorrette da quelle che possono essere definite “stratificazioni” del tempo, geologiche o della mente e chiuse da piccoli coperchi, tappi di lava, nel tentativo di proteggere e tenere al riparo la magia, la forza, l’arte. 

Sembra di vederla, tra i crateri di quell’antico Vulcano, raccogliere pietra lavica, toccare la roccia sputata dal cuore infuocato della Terra e annotare appunti emotivi. E come in un diario di viaggio, Elettra ha raccontato tutto: ha rivelato il fascino dei colori violenti del Vulcano, la seduzione dei profumi e l’incanto di un fenomeno eterno. In questa nuova tappa Elettra non tradisce la sua visione dell’opera:

passa dai suoi più famosi Piatti, ispirati alla figura del cerchio,  forma e simbolo universale ed essenziale,  figura geometrica in cui non è dato distinguere il principio dalla fine e metafora del ciclo celeste, ai più piccoli bozzoli, gusci di terracotta e lava,  archetipi del ritmo millenario della Terra che testimoniano la potenza del Vulcano, origine di quell’esplosione di terra e fuoco che Elettra ha trasformato in ‘arte’.  
E si riconferma ancora una volta, opera dopo opera, mostra dopo mostra, che la contaminazioni tra terra e fuoco, nella poetica di Elettra, è urgenza assoluta e libera. E non smetterà mai di sorprenderci. (Jasmine Pignatelli)

Elettra Cipriani. LAPILLI. Terracotta, ingobbio, smalto e lava
















Elettra Cipriani. Terre Corrotte. Presso 'Il Laboratorio' Roma, via del Moro, 49. Fino al 4 dicembre 2011



giovedì 13 ottobre 2011

Urban New Deal. La scultura sostenibile

Viterbo. Palazzo dei Priori dal 13 al 20 Ottobre 2011. I lavori esposti ispirano e suggeriscono una visione locale e globale dell'ambiente agendo come catalizzatori di un nuovo approccio progettuale e artistico sulle questioni della sostenibilità. Group Show: Riccardo Monachesi, Jasmine PignatelliAntonius Höckelmann, Frank Dornseif, Mutsuo Hirano, Franz Ferdinand Wörle, Silvia Serenari, Rainer Bonk, Dacia Manto, Francesco Varesano, Dario Tironi, Koji Yoshida. A cura di Davide Sarchioni.


'Pneuma' Riccardo Monachesi
Sono invitata ad esporre delle opere in questa mostra. E mi si chiede un’opera che sigilli un nuovo patto con l’ambiente, un nuovo accordo urbano. Che risponda ai temi della sostenibilità e dell’ecologia. Mi aggiro per le stanze del Palazzo dei Priori di Viterbo cercando tra quegli ambienti carichi di storia e di affreschi, una ‘postazione’ per i miei lavori. 
L’operazione è alquanto complessa, il luogo ha il sopravvento su tutto, ma l’allestimento delle opere, mie e degli altri artisti invitati, inizia a dare i suoi frutti. Le opere sono molto diverse tra loro, affrontano il tema in modo disinibito. 
Rainer Bonk
Sento parlare di riciclo, rifiuti, dialogo, biodiversitàparole d’ordine che ispirano gli artisti ma che poi vengono superate dalle opere stesse che, come in un comizio d’amore, dichiarano e urlano l’universalità dell’arte su questi temi: qui l’arte parla una lingua leggera per sollevarci dal peso del mondo e dalle sue contraddizioni, dai suoi limiti e dai suoi pericoliL’arte ci salva, ci educa alla bellezza, alla qualità del pensiero e della vita e soprattutto educa i nostri nuovi comportamenti. E quindi Bellezza… e quindi, un nuovo patto tra l’arte e l’ambiente. 


'Semi' Jasmine Pignatelli
Le stanze del Palazzo prendono vita man mano che si disimballiamo le opere. Continuo il mio sopralluogo attraversando la sala Regia e da uno scuro filtra un raggio di sole che si posa su di un opera di Riccardo Monachesi ancora in fase di allestimento e questa inizia, come per miracolo, a muoversi, a respirare. Il respiro si amplifica insegue e accompagna quello della natura, dei cicli vitali e soprattutto emotivi. 
'Pneuma' Riccardo Monachesi
E chiedo a Riccardo il titolo di questo miracolo e lui mi risponde Pneuma. Pneuma.. il respiro, il soffio vitale, il fiato connesso alla vita. Pneuma respira, si impregna di vita, si gonfia e si riempie di materia. Dialoga con la luce, con il luogo e con il cuore pulsante del nostro mondo. 
Pneuma è al centro di un ecosistema creato e generato in quel punto, in quel momento, in quel luogo, da quell'opera. BellezzaEppoi mi giro e come per incanto ogni opera è al suo posto, quella di Antonius Höckelmann, di Frank Dornseif, di Mutsuo Hirano, Franz Ferdinand Wörle e Silvia Serenari, quella di Rainer Bonk, Dacia Manto, di Francesco Varesano, di Dario Tironi e Koji Yoshida, e anche la mia è al suo posto. Ogni opera ha sigillato il suo accordo ambientale con il mondo che ha creato attorno a sé. (Jasmine Pignatelli) 
Franz Ferdinand Wörle














URBAN NEW DEAL (dal 13 al 20 Ottobre 2011) si sviluppa nell’ambito del convegno nazionale Ecoincentriamoci per l’architettura sostenibile e la riqualificazione dei centri storici ospitato dalla Città di Viterbo. Organizzato dalla piattaforma creativa internazionale EcoArt Project, ideata e guidata da Pino Fortunato.


mercoledì 5 ottobre 2011

Elisa Montessori e Riccardo Monachesi. Venti ceramiche

Sono venti ceramiche in mostra. Sono venti ceramiche realizzate a quattro mani. Sono venti ceramiche acquisite dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma e destinate al Museo Boncompagni Ludovisi. E sono bellissime. Nella mostra appena inaugurata si racconta di questa acquisizione e dell'incontro di due amici e artisti: Elisa Montessori e Riccardo Monachesi
Sulle forme modellate da Monachesi e plasmate con le sue tipiche morbidezze e i suoi ruvidi strappi d'argilla, interviene la Montessori con smalti e decori delicati ma che non comtemplano ripensamenti e indecisioni. La scultura di Riccardo e la pittura di Elisa. 


E infatti queste opere sono il risultato di un’amicizia. Loro si conoscono, scherzano, ridono, sono persone acute, colte e di spirito e sembra che con questi lavori si concedono ad un confronto che supera il binomio oggetto-decorazione. 
Le opere vivono del carattere dei 2 artisti. E' una gara, piuttosto un gioco nel rincorrere le proprie capacità stilistiche, tecniche e artistiche dove però nessuno vince, nessuno emerge: il risultato è di pura coesione!! 

Però il traguardo arriva... le loro 20 opere da oggi si confronteranno con la collezione di ceramica custodita al Museo Boncompagni Ludovisi che contempla bellissimi esemplari a partire dai primissimi anni del XX secolo. 
La mostra è a cura di Mariastella Margozzi. A Roma, al Museo Boncompagni Ludovisi fino al 6 novembre 2011. (Jasmine Pignatelli)


domenica 18 settembre 2011

ANEMOS. Il 'soffio vitale' nella scultura di Mirna Manni

Così filano le Parche
Sono alla mostra di Mirna Manni e mi soffermo davanti l’opera più emblematica e centrale, ‘Così filano le Parche’: dei bozzoli in argilla, sospesi nell’aria, gonfi, carichi di soffio vitale. Poi sempre più in basso il bozzolo sfiorisce, secca, invecchia, muore, restituisce il soffio vitale e si abbandona, sgonfio, sulla terra nuda. Tutt’intorno altri bozzoli in metamorfosi, semi in esplosione, nidi rigonfi sospesi, metafora dell’inesorabile divenire. Guardando quest’opera mi sono trovata davanti al racconto di un viaggio: quello del Tempo, “oscillazione tra la memoria e l’esistenza umana”, che genera e consuma la vita. E come per tutti i viaggi, nell’infinito della ricerca artistica, Mirna si avventura. Si avventura nel Mito e incontra quelle tre Parche che tessono il destino dell’uomo tra il nascere e il morire. Le osserva mentre la prima fila il tessuto della vita, la seconda dispensa i destini, e la terza, l'inesorabile, taglia il filo della vita al momento stabilito. Le loro decisioni sono immutabili, neppure gli dèi possono cambiarle. 


Ma è qui che Mirna si ferma e costruisce l’opera: sulla soglia del mistero indecifrabile tra la vita e la morte, nel passaggio tra i bozzoli gonfi e quelli svuotati, cerca una qualche rivelazione che non abbia una sola e definitiva interpretazione, che non abbia una sola metafora. Con la materia, con l'argilla, con il fuoco e con la manipolazione Mirna sfida le Parche, si fa creatrice e ferma lo sguardo mentre tutto attorno a lei si muove. E ascolta… ascolta il 'respiro', il soffio vitale, il lievito della vita: ANEMOS. Mirna in quest’opera racconta non del viaggio inesorabile e crudo della vita, ma del movimento della vita, della creatività che pulsa e della memoria che sopravvive.
(Jasmine Pignatelli)


ANEMOS. Sculture in ceramica di MIRNA MANNI.
MAGAZZINI DELLA LUPA. 
  • Via della Lupa, 10
  • 01017 Tuscania, Italy
La mostra resterà aperta fino al 25 settembre tutti i pomeriggi 16.00-19.00, la domenica 11.00-13.00 e 16.00-19.00. Per info: 0761443239, mail: magazzinidellalupa@libero.it

lunedì 29 agosto 2011

La Ceramica e la Biennale dei Padiglioni Regionali

Simone Negri

Esiste una biennale parallela che ha sorpreso tutti. Una Biennale che contro tutte le aspettative ha di fatto annientato quell’onda polemica (compresa la mia diffidenza iniziale) che aveva gridato allo scandalo per la decisione di Sgarbi di creare dei Padiglioni Regionali invitando artisti a go-go in una totale confusione di nomi, date, location, mezzi, ecc. E voglio anche sorvolare sulle questioni tecniche, di allestimento, di organizzazione ecc. E’ chiaro che una Biennale non può essere gestita così, non può essere svilita in quel modo solo per far numero (ad oggi mancano i cataloghi, le cartelle stampa, ridicole le suddivisioni per generi, le didascalie sulle opere sono insufficienti, mancano le date di nascita degli artisiti… fondamentali se si vuol fare una ricognizione nell’arte italiana).

Rita Miranda
Ma non importa, si farà meglio la prossima volta: sì, perché a questo punto spero in una prossima volta. Negli spostamenti estivi, nelle vacanze di tutti, nei viaggi in lungo e largo per l’Italia è stato divertente attivare i tomtom, cercare sui nostri IPhone le mappe e rincorrere gli orari di chiusura di queste mostre sparse per il territorio… entrata libera per giunta!!!

Silvia Calcagno
Bene. Finalmente una possibilità per tanti artisti, giovani e non, di mestiere o ancora alle prime armi, di essere invitati a sorpresa, di mettersi alla prova in una mostra collettiva (le più formative a mio parere) e di aver trovato una porta aperta nell’ostile e difficoltoso ‘sistema’ dell’arte e delle gallerie.

Antonella Cimatti
Ma ancor più (ed è per questo che pubblico questo articoletto) sono felicemente sorpresa perché è stata data una possibilità espositiva anche ai ceramisti. La ceramica dei ‘ceramisti’ ha trovato finalmente spazio in un circuito che vedeva la ceramica dei 'ceramisti' un’espressione più legata all’artigianato che alle arti visive (senza nulla togliere all’artigianato): figlia e non sorella dell’arte! E qui abbiamo finalmente smentito i luoghi comuni, qui la ceramica ha dato il meglio di sé. Pubblico le immagini di Rita Miranda (Umbria), concentrata, elegante, leggera: “Oggetti che vogliono esprimere armonia, equilibrio, proporzione”. Pubblico l’opera di Simone Negri (Lombardia) ‘Indimenticabile Fuoco’: una corteccia dalla forza cruda che avvolge un’anima poetica e  primitiva.
Silvia Calcagno, per la Liguria, presenta un'opera 'Portraits' composta da 360 moduli di grès dove visione e materia si incontrano: è il racconto di un corpo radiografato e infine messo a nudo e contaminato da un video intrappolato tra quelle 360 'caselle'.

Annalisa Guerri
A Roma è esposta 'Drunken Forest' di Annalisa Guerri dove leggerezza e fragilità contrastano con l’inesorabile divenire della vita e delle cose. E poi maestra tra i maestri Antonella Cimatti (Em-Romagna). I nomi non sono pochi e concludo questa pagina con una lista (stilata con l'aiuto di amici) di artisti-ceramisti che hanno partecipato a questa Biennale dei Padiglioni Regionali:  Pino Castagna (Veneto), Alessio Tasca (Veneto), Marino Ficola (Umbria), Rita Miranda (Umbria), Antonella Ciamatti (Em-Romagna), Mirco Denicolò (Em-Romagna), Alessandro Neretti|Nero (Em-Romagna), Ivo Sassi (Em-Romagna), Aldo Rontini (Em-Romagna), Andrea Salvatori (Em- Romagna), Annalisa Guerri (Lazio), Silvia Calcagno (Liguria), Carlos Carlè (Liguria), Adriano Leverone (Liguria), Simone Negri (Lombardia), Gabriella Sacchi (Lombardia), Caterina Lai (Sardegna), Lisa Nocentini (Toscana), Giancarlo Sciannella (Abruzzo), Roberto Montemurro (Puglia) e Tarshito (Puglia).
(Jasmine Pignatelli)

giovedì 23 giugno 2011

The Invisible Touch, Fotografie di Ilaria Prili

In queste pagine mi sono impegnata a sviluppare un discorso intorno all’Arte della Ceramica. Ma credo che per affrontare e sviscerare il tema nella sua totale ‘complessità’, devo innanzitutto stanarla dal suo isolamento. E più rifletto su quello che devo scrivere o raccontare e più mi accorgo che la Ceramica non deve parlare alla Ceramica. La Ceramica deve essere sorella, e non figlia, di un universo più completo che parla la lingua della scultura, della pittura e delle arti tutte. 

E allora perché la fotografia? Perché Ilaria Prili? Perché Ilaria, nelle sue fotografie si comporta da scultrice. Perché le sue immagini sono forma e materia pura. Perché lei ha deliberatamente intitolato il suo libro “The Invisible Touch”, quel tocco invisibile che i ceramisti conoscono molto bene: atto creativo e misura della Visione.

Lei è scultrice perché crea l’immagine, non si limita a registrarla. Scultura perché in queste fotografie si riconosce un istinto naturale a far dialogare i pieni con i vuoti, le trasparenze con la materia, il peso con la leggerezza. 
Come uno scultore aggiunge e sottrae e si muove intorno a quello che non è più un vestito, una modella, ma un’opera. Il colore prende forma, le ombre si svelano e la luce diventa corpo.
Ilaria cerca ‘il segreto’ in un mondo, quello della moda che, per luogo comune, sembra non averne. 

Il suo occhio entra nella materia e a poco a poco, scatto dopo scatto fa cadere i veli che separano la vista dalla Visione. Quell’occhio esatto ha una misura propria che Ilaria asseconda, una distanza precisa dall’oggetto. 
Assecondare la misura dello sguardo e della visione è una scelta e la scelta trasforma l’operazione del fotografare in LINGUAGGIO e STILE.

Quindi potrà sembrare contorto, ma qualsiasi esercizio dell’occhio umano, qualsiasi manipolazione della materia e trasformazione della Visione in qualsiasi espressione d’arte, può essere un contributo al dialogo che per qualche strano e ingiusto motivo si è interrotto tra la Ceramica, la Scultura e le altre forme d’arte.
(jasmine pignatelli)

“The Invisibile Touch” fotografie di Ilaria Prili.
 Le immagini sono state realizzate dall’autrice durante le manifestazioni AltaRomAltaModa nelle campagne invernali ed estive dal gennaio 2009 al luglio 2010.
Le fotografie sono state esposte nella Galleria "2me SECONDOME" di Roma e per l'occasione è stato pubblicato il libro “The Invisibile Touch” edito da Studio 12.