Un intervento firmato da Jasmine Pignatelli per il n°11 de: LA CERAMICA IN ITALIA E NEL MONDO. Rivista trimestrale edita da Borghi & Imperiale Publishing snc. Diretta da Silvia Imperiale. In copertina un'opera di Arnold Annen. Per informazioni e abbonamenti: http://www.laceramicainitalia.com/
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domenica 18 marzo 2012
La Ceramica in Italia e nel Mondo n°11.
Un intervento firmato da Jasmine Pignatelli per il n°11 de: LA CERAMICA IN ITALIA E NEL MONDO. Rivista trimestrale edita da Borghi & Imperiale Publishing snc. Diretta da Silvia Imperiale. In copertina un'opera di Arnold Annen. Per informazioni e abbonamenti: http://www.laceramicainitalia.com/domenica 18 settembre 2011
ANEMOS. Il 'soffio vitale' nella scultura di Mirna Manni
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| Così filano le Parche |
Sono alla mostra di Mirna Manni e mi soffermo davanti l’opera più emblematica e centrale, ‘Così filano le Parche’: dei bozzoli in argilla, sospesi nell’aria, gonfi, carichi di soffio vitale. Poi sempre più in basso il bozzolo sfiorisce, secca, invecchia, muore, restituisce il soffio vitale e si abbandona, sgonfio, sulla terra nuda. Tutt’intorno altri bozzoli in metamorfosi, semi in esplosione, nidi rigonfi sospesi, metafora dell’inesorabile divenire. Guardando quest’opera mi sono trovata davanti al racconto di un viaggio: quello del Tempo, “oscillazione tra la memoria e l’esistenza umana”, che genera e consuma la vita. E come per tutti i viaggi, nell’infinito della ricerca artistica, Mirna si avventura. Si avventura nel Mito e incontra quelle tre Parche che tessono il destino dell’uomo tra il nascere e il morire. Le osserva mentre la prima fila il tessuto della vita, la seconda dispensa i destini, e la terza, l'inesorabile, taglia il filo della vita al momento stabilito. Le loro decisioni sono immutabili, neppure gli dèi possono cambiarle.
Ma è qui che Mirna si ferma e costruisce l’opera: sulla soglia del mistero indecifrabile tra la vita e la morte, nel passaggio tra i bozzoli gonfi e quelli svuotati, cerca una qualche rivelazione che non abbia una sola e definitiva interpretazione, che non abbia una sola metafora. Con la materia, con l'argilla, con il fuoco e con la manipolazione Mirna sfida le Parche, si fa creatrice e ferma lo sguardo mentre tutto attorno a lei si muove. E ascolta… ascolta il 'respiro', il soffio vitale, il lievito della vita: ANEMOS. Mirna in quest’opera racconta non del viaggio inesorabile e crudo della vita, ma del movimento della vita, della creatività che pulsa e della memoria che sopravvive.
Ma è qui che Mirna si ferma e costruisce l’opera: sulla soglia del mistero indecifrabile tra la vita e la morte, nel passaggio tra i bozzoli gonfi e quelli svuotati, cerca una qualche rivelazione che non abbia una sola e definitiva interpretazione, che non abbia una sola metafora. Con la materia, con l'argilla, con il fuoco e con la manipolazione Mirna sfida le Parche, si fa creatrice e ferma lo sguardo mentre tutto attorno a lei si muove. E ascolta… ascolta il 'respiro', il soffio vitale, il lievito della vita: ANEMOS. Mirna in quest’opera racconta non del viaggio inesorabile e crudo della vita, ma del movimento della vita, della creatività che pulsa e della memoria che sopravvive.
(Jasmine Pignatelli)
- Via della Lupa, 10
- 01017 Tuscania, Italy
La mostra resterà aperta fino al 25 settembre tutti i pomeriggi 16.00-19.00, la domenica 11.00-13.00 e 16.00-19.00. Per info: 0761443239, mail: magazzinidellalupa@libero.it
lunedì 29 agosto 2011
La Ceramica e la Biennale dei Padiglioni Regionali
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| Simone Negri |
Esiste una biennale parallela che ha sorpreso tutti. Una Biennale che contro tutte le aspettative ha di fatto annientato quell’onda polemica (compresa la mia diffidenza iniziale) che aveva gridato allo scandalo per la decisione di Sgarbi di creare dei Padiglioni Regionali invitando artisti a go-go in una totale confusione di nomi, date, location, mezzi, ecc. E voglio anche sorvolare sulle questioni tecniche, di allestimento, di organizzazione ecc. E’ chiaro che una Biennale non può essere gestita così, non può essere svilita in quel modo solo per far numero (ad oggi mancano i cataloghi, le cartelle stampa, ridicole le suddivisioni per generi, le didascalie sulle opere sono insufficienti, mancano le date di nascita degli artisiti… fondamentali se si vuol fare una ricognizione nell’arte italiana).
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| Rita Miranda |
Ma non importa, si farà meglio la prossima volta: sì, perché a questo punto spero in una prossima volta. Negli spostamenti estivi, nelle vacanze di tutti, nei viaggi in lungo e largo per l’Italia è stato divertente attivare i tomtom, cercare sui nostri IPhone le mappe e rincorrere gli orari di chiusura di queste mostre sparse per il territorio… entrata libera per giunta!!!
Bene. Finalmente una possibilità per tanti artisti, giovani e non, di mestiere o ancora alle prime armi, di essere invitati a sorpresa, di mettersi alla prova in una mostra collettiva (le più formative a mio parere) e di aver trovato una porta aperta nell’ostile e difficoltoso ‘sistema’ dell’arte e delle gallerie.
Ma ancor più (ed è per questo che pubblico questo articoletto) sono felicemente sorpresa perché è stata data una possibilità espositiva anche ai ceramisti. La ceramica dei ‘ceramisti’ ha trovato finalmente spazio in un circuito che vedeva la ceramica dei 'ceramisti' un’espressione più legata all’artigianato che alle arti visive (senza nulla togliere all’artigianato): figlia e non sorella dell’arte! E qui abbiamo finalmente smentito i luoghi comuni, qui la ceramica ha dato il meglio di sé. Pubblico le immagini di Rita Miranda (Umbria), concentrata, elegante, leggera: “Oggetti che vogliono esprimere armonia, equilibrio, proporzione”. Pubblico l’opera di Simone Negri (Lombardia) ‘Indimenticabile Fuoco’: una corteccia dalla forza cruda che avvolge un’anima poetica e primitiva.
Silvia Calcagno, per la Liguria, presenta un'opera 'Portraits' composta da 360 moduli di grès dove visione e materia si incontrano: è il racconto di un corpo radiografato e infine messo a nudo e contaminato da un video intrappolato tra quelle 360 'caselle'.
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| Silvia Calcagno |
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| Antonella Cimatti |
Silvia Calcagno, per la Liguria, presenta un'opera 'Portraits' composta da 360 moduli di grès dove visione e materia si incontrano: è il racconto di un corpo radiografato e infine messo a nudo e contaminato da un video intrappolato tra quelle 360 'caselle'.
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| Annalisa Guerri |
(Jasmine Pignatelli)
sabato 18 giugno 2011
Tiziana Rivoni e l'incontro con i Mori
Non sò chi far parlare, a chi dare la parola. Se a Tiziana Rivoni o ai suoi Mori in terracotta. Sono tutti lì schierati, appostati, vigili, a guardia. Tiziana mi ha convinto che sono vivi, che parlano, che interagiscono con lei. E in effetti c'è un chè di magia nell'opera di Tiziana, o forse di stregoneria, o ancora di mitologico.
E mi racconta dell'incontro con il suo primo Moro... ma bisogna tornare indietro nel tempo, nel mito, nella favola, nella leggenda: "Intorno all'anno 1100, periodo della dominazione dei mori in Sicilia, viveva una bellisima fanciulla. Ella viveva quasi in clausura, trascorreva le giornate coltivando e curando le piante del suo balcone. Un giorno un giovane moro, vide la bella ragazza, intenta a curare le piante, ne rimase invaghito, decise di volerla per se, senza indugio entrò in casa della ragazza e le dichiarò il suo amore.
La fanciulla, colpita da tanto sentimento, ricambiò l’amore del giovane, ma quando seppe che il moro l’avrebbe lasciata per tornare nelle sue terre in Oriente, dove l’attendeva una moglie con un paio di marmocchi, attese le tenebre e non appena esso si addormentò lo uccise, gli tagliò la testa, ne fece un vaso dove vi piantò del basilico e lo mise in bella mostra fuori nel balcone. Il moro, così, non potendo più andar via sarebbe rimasto sempre con lei".
Tiziana mi racconta questa storia come in trance. Mentra lavora sulle ultime teste di Moro (hombre e mujer) è come ossessionata dalla fisionomia... cerca qualcosa, non smette mai di rifinire, cerca lo sguardo... e "se lo sguardo non arriva, gli chiudo gli occhi" mi dice. E' ricerca della perfezione, dell'anima o possessività? E non bisognerebbe stupirsi se così fosse. In fondo, la bella fanciulla siciliana, è per possesso che taglio la testa al Moro!
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| Tiziana Rivoni |
Di loro Tiziana parla come se fossero animati, come se vivessero in simbiosi l'avventura della manipolazione, della costruzione, della ricerca e, come amanti, anche dell'amore, delle insofferenze e dell'abbandono: "quando vanno via li accompagno e li saluto".
(Jasmine Pignatelli)
Viaggio nelle Botteghe di Ceramica (1) - POTS di Sebastiano Allegrini
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| Sebastiano Allegrini |
E' un artista. E' un creativo. E' un ceramista. E' Sebastiano Allegrini e la Bottega di ceramica è POTS. E' un ex imprenditore della ristorazione di eccellenza che imparava a usare il tornio nelle cantine del suo ristorante.
Poi il Giappone, i corsi, gli studi specifici sugli smalti, la lingua giapponese... e infine la scelta! La scelta di seguire il suo istinto e la sua mission: dedicarsi interamente e completamente alla ceramica. Ha chiuso il ristorante e ha aperto uno dei laboratori di ceramica più accoglienti e qualificati di Roma nel quartiere Monti.
E quindi benvenuti nella Bottega, accolti da Sebastiano alle prese con i suoi allievi. Forni, tornio... e cucina! Non manca nulla.
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| Pots. La Bottega |
Mentre beviamo un tè (selezionatissimo e di qualità eccellente, come è ovvio che sia!) mi racconta: "Ho pensato questa Bottega non solo come luogo di produzione e di studio, ma anche come luogo d'incontro e di svago. Qui produciamo sia ceramiche artistiche che oggetti pensati per essere utilizzati quotidianamente. Ceramiche funzionali realizzate in gres o porcellana, tutto ad alta temperatura. Qui la tamperatura a 960° è usata solo per il biscotto".
Alta temperatura Sebastiano, ripeto sorpresa? "Certo! Ai miei allievi propongo da subito un confronto diretto e immediato con questa tecnica, che richiede una conoscenza specialistica degli smalti".
Gli smalti in effetti sono autoprodotti e composti perlopiù da materiali sostenibili come la cenere di legna e l'argilla e sono frutto di continue sperimentazioni.
La Bottega è coloratissima piena di campioni e test di smalti... ma lo devo lasciare a malincuore... Tolto il grembiule corre ad un corso/dimostrazione, da lui tenuto, sul rito della cerimonia del tè.
A questo punto non mi manca che tornare per un prossimo appuntamento quando potrò vederlo alle prese con i suoi test sugli smalti in compagnia della sua assistente Annamaria Ronci.
Sarà istruttivo per tutti!
(Jasmine Pignatelli)
Pots, Bottega di ceramica è a Roma in Via in Selci 64.
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