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lunedì 9 luglio 2012

BACC: la Ceramica ha una nuova Biennale


La Ceramica ha da quest’anno un nuovo appuntamento biennale: BACC, la Biennale d’Arte Ceramca Contemporanea, che nasce da un progetto corale tra l’Amministrazione di Frascati e Contemporanea Associazione Arte e Cultura. Opere di: Silvia Calcagno, Elettra Cipriani, Guido De Zan, Fabrizio Dusi, Marino Ficola, Antonio Grieco, Annalisa Guerri, Massimo Luccioli, Rita Miranda, Riccardo Monachesi, Simone Negri, Jasmine Pignatelli e Sprout. A cura di Manrica Rotili. Catalogo edizioni IGEO. Scuderie Aldobrandini – Frascati (RM). Maggio/Giugno 2012.



Bacc | le Scuderie Aldobrandini di Frascati
Dai tempi dei tempi le caratteristiche culturali e  i diversi modi di agire di gruppi umani, di contesti sociali, di varie forme di espressione è sempre stato soggetto a etichettature. Una strana e rabbrividente necessità di razionalizzare, serrare e bloccare qualsiasi idea di nuovo, di diverso o di incomprensibile ha portato alla creazione di ‘luoghi comuni’ più legati ad una forma di avversione e razzismo che ad una vera e propria attenta osservazione della realtà. Così gli ebrei ci vengono presentati come tirchi, i meridionali come approssimativi e permalosi, i piemontesi come falsi e cortesi. I comunisti mangiano i bambini, a Milano mangiano risotto e a Frascati vino e porchetta, la pittura è arte e la ceramica è artigianato.
E’ una disfatta dell’intelligenza e della razionalità incapace di produrre concetti nuovi ma che propone solo pensieri regressivi.

Bacc| | pubblico all'inaugurazione. Opera di Fabrizio Dusi
Forse l’ho presa un po’ alla lontana ma quello che volevo mettere nero su bianco è che esistono invece delle realtà locali che propongono idee nuove contro ogni ‘luogo comune’. Se alla base c’è un pensiero libero e costruttivo anche una piccola iniziativa, una piccola mostra può diventare il grande contributo a costruire una nuova VISIONE di modernità e opportunità nel mondo delle arti in questo caso. Frascati (che non è la terra del vino bianco e porchetta) ha abbracciato il progetto di portare nel suo territorio un nuovo modo di percepire la ceramica (che non è artigianato) lontana da quell’abisso che tradizionalmente ha tenuto separato il regno dell’artigianato da quello dell’arte. 

Bacc | in primo piano opera di Simone Negri
La piccola mostra si è trasformata in Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea nata da un progetto corale tra l’Amministrazione di Frascati e le diverse realtà territoriali che hanno intercettato in questo progetto un’idea di ‘cambiamento’ verso le inaspettate potenzialità di questo mezzo espressivo, evidenziando il radicale ampliamento dell’idea stessa di ceramica. Da qui il titolo della mostra “Materia in Espansione”. Non occorre avere una tradizione, ne essere distretto industriale o artigiano (da Faenza a Deruta) per condividere l'idea che la MATERIA è IN ESPANSIONE. E questa Biennale è preposta a dare il giusto risalto ad una fenomenologia culturale di tutto rilievo.

Bacc | in primo piano opera di Jasmine Pignatelli
Allo stesso modo Manrica Rotili che ha curato mostra e testo in catalogo puntualizza: La prima Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea di Frascati punta ad inaugurare una tradizione nuova che dia inizio a nuovi modi di fare e concepire l’arte, mettendo al bando le dogane dell’arte, reali o metaforiche che siano, e promuovendo un pluralismo artistico adatto ai nostri tempi”.

Bacc | opera di Rita Miranda
Manrica Rotili parla ancora delle opere, degli artisti, delle Scuderie Aldobrandini e continua: “Le opere dei protagonisti della prima Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea incarnano un cambiamento importante nella percezione di ciò che la ceramica può essere e può significare, lontana da quella che è la connotazione artigianale di questa materia. Silvia Calcagno, Elettra Cipriani, Guido De Zan, Fabrizio Dusi, Marino Ficola, Antonio Grieco, Annalisa Guerri, Massimo Luccioli, Rita Miranda, Riccardo Monachesi, Simone Negri, Jasmine Pignatelli e Sprout propongono installazioni di grandi dimensioni, contaminazioni tra diversi materiali e tecnologie, sculture visionarie, astratte, estreme al limite della tenuta tecnologica del materiale. Sono le opere pensate per i prestigiosi spazi delle Scuderie Aldobrandini (ristrutturate da Massimiliano Fuksas) location ideale per ospitare la prima edizione di BACC.  

Bacc | opera di Annalisa Guerri
Proprio come le opere di tutti gli artisti selezionati, le Scuderie Aldobrandini costituiscono infatti un affascinante connubio tra antico e moderno, tra tradizione e innovazione".
BACC è diventata una promessa. Ha in cantiere altre mostre, concorsi, attività didattiche e nuove pubblicazioni e ad oggi ha proposto un’avventura artistica e culturale che ha restituito a questo paese un nuovo ritratto artistico che finalmente contempla anche la ceramica e insieme a questo una nuova fotografia di Frascati, territorio di Storia, di giardini, di ville Tuscolane e di un nuovo fermento artistico.


Dall testo in catalogo di Manrica Rotili, la curatrice della mostra: “Forzando i limiti degli ordini creativi più tradizionali, violando divieti, inaugurando nuove strade, nuovi connubi, inedite ibridazioni tra le arti e istituendo corrispondenze inattese tra percezione e pensiero, il percorso che le opere in mostra suggeriscono è una sorta di parabola dell’evoluzione della ceramica verso il mondo dell’arte. Opere come quelle di Massimo Luccioli ed Elettra Cipriani, sebbene profondamente differenti per tecnica, composizione e risultato estetico, hanno in comune la continuità nella tradizione: entrambi sperimentano nel rispetto della cultura ceramica, pozzo di inesauribile ispirazione. Ma è dal superamente dell’esperienza e della sapienza tecnica che nascono le loro sculture: lastre di terra e scudi.

Bacc | opera di Riccardo Monachesi
L’interesse per le forme naturali e per le loro connotazioni spirituali è l’elemento comune delle opere di Rita Miranda e Annalisa Guerri in cui natura e tecnica si mescolano generando singolari universi con logiche proprie, che conservano solo in parte l’imprevedibilità e la caducità dell’elemento naturale. A confidare nell’imprevedibilità del fumo è Simone Negri. Prediligendo le tecniche di cottura per affumicamento l’artista lascia un margine di casualità al risultato finale delle sue sculture, una causalità controllata che si innalza a processo di produzione, in cui la corporalità e il tempo necessario alla creazione sono chiaramente iscritti nella struttura dell’opera finita.

Anche la scultura di Jasmine Pignatelli prende le mosse dalla forza della natura. La sua ricerca del’invisibile deriva dal suo riconoscimento del reale, ed è la tensione tra queste due dimensioni a produrre l’energia della sua arte.

Bacc | opera degli Sprout
a parete opera di Elettra Cipriani
La parabola di BACC prosegue proponendo un percorso che mette sempre più in discussione le nostre esperienze ordinarie con la ceramica e che tende ad orientare il nostro interesse oltre che nelle qualità formali delle opere, anche in quelle narrative che dalle prime possono scaturire.
È il caso di Antonio Grieco, le cui opere, di forte potenzialità poetica, incarnano la sperimentazione massima nell’uso e nella commistione di materiali e materia. O delle sculture di Riccardo Mochesi: una sorta di “pensieri materiali” che suggeriscono un’equilibrio dinamico tra forma, contenuto, contesto e significato. L’accattivante simbolismo visivo dell’opera di Marino Ficola conduce lo spettatore in una dimensione onirica e straniante suggerendo una riflessione sul rapporto tra natura e artificio.
Esuberanti e irriverenti sono le sculture del gruppo Sprout che, abbinando un rigore intellettuale ad un umorismo sottile, mettono in discussione sogni e modelli  della società contemporanea rivendicando desideri e stili di vita più naturali e autentici. Lo stesso interesse per il rapporto arte - società ha condotto Fabrizio Dusi a esplorazioni inventive. 

Bacc | Antonio Grieco e a parete opera di Silvia Calcagno
Riuscendo a coniugare il linguaggio della ceramica con la street art e l'illustrazione, l’artista racconta l’ossimoro di un coro solitario e silenzioso. Se Dusi sottolinea l’incomunicabilità del conversare quotidiano Guido De Zan nutre fiducia nella comunicazione e crea delle “figure” dall’impronta antropomorfa che non possono che vivere in coppia. Unite ai loro simili fino a formare gruppi e famiglie esse si raccontano e si sostengono a vicenda.
Profondamente stratificata e prevalentemente autobiografica l’opera di Silvia Calcagno scava nel dolore della condizione umana. Facendo coesistere mezzi di rappresentazione diversi l’artista procede per sottrazioni e addizioni dando vita ad una sorta di scultura “multi-immagine”.
(Jasmine Pignatelli)


giovedì 13 ottobre 2011

Urban New Deal. La scultura sostenibile

Viterbo. Palazzo dei Priori dal 13 al 20 Ottobre 2011. I lavori esposti ispirano e suggeriscono una visione locale e globale dell'ambiente agendo come catalizzatori di un nuovo approccio progettuale e artistico sulle questioni della sostenibilità. Group Show: Riccardo Monachesi, Jasmine PignatelliAntonius Höckelmann, Frank Dornseif, Mutsuo Hirano, Franz Ferdinand Wörle, Silvia Serenari, Rainer Bonk, Dacia Manto, Francesco Varesano, Dario Tironi, Koji Yoshida. A cura di Davide Sarchioni.


'Pneuma' Riccardo Monachesi
Sono invitata ad esporre delle opere in questa mostra. E mi si chiede un’opera che sigilli un nuovo patto con l’ambiente, un nuovo accordo urbano. Che risponda ai temi della sostenibilità e dell’ecologia. Mi aggiro per le stanze del Palazzo dei Priori di Viterbo cercando tra quegli ambienti carichi di storia e di affreschi, una ‘postazione’ per i miei lavori. 
L’operazione è alquanto complessa, il luogo ha il sopravvento su tutto, ma l’allestimento delle opere, mie e degli altri artisti invitati, inizia a dare i suoi frutti. Le opere sono molto diverse tra loro, affrontano il tema in modo disinibito. 
Rainer Bonk
Sento parlare di riciclo, rifiuti, dialogo, biodiversitàparole d’ordine che ispirano gli artisti ma che poi vengono superate dalle opere stesse che, come in un comizio d’amore, dichiarano e urlano l’universalità dell’arte su questi temi: qui l’arte parla una lingua leggera per sollevarci dal peso del mondo e dalle sue contraddizioni, dai suoi limiti e dai suoi pericoliL’arte ci salva, ci educa alla bellezza, alla qualità del pensiero e della vita e soprattutto educa i nostri nuovi comportamenti. E quindi Bellezza… e quindi, un nuovo patto tra l’arte e l’ambiente. 


'Semi' Jasmine Pignatelli
Le stanze del Palazzo prendono vita man mano che si disimballiamo le opere. Continuo il mio sopralluogo attraversando la sala Regia e da uno scuro filtra un raggio di sole che si posa su di un opera di Riccardo Monachesi ancora in fase di allestimento e questa inizia, come per miracolo, a muoversi, a respirare. Il respiro si amplifica insegue e accompagna quello della natura, dei cicli vitali e soprattutto emotivi. 
'Pneuma' Riccardo Monachesi
E chiedo a Riccardo il titolo di questo miracolo e lui mi risponde Pneuma. Pneuma.. il respiro, il soffio vitale, il fiato connesso alla vita. Pneuma respira, si impregna di vita, si gonfia e si riempie di materia. Dialoga con la luce, con il luogo e con il cuore pulsante del nostro mondo. 
Pneuma è al centro di un ecosistema creato e generato in quel punto, in quel momento, in quel luogo, da quell'opera. BellezzaEppoi mi giro e come per incanto ogni opera è al suo posto, quella di Antonius Höckelmann, di Frank Dornseif, di Mutsuo Hirano, Franz Ferdinand Wörle e Silvia Serenari, quella di Rainer Bonk, Dacia Manto, di Francesco Varesano, di Dario Tironi e Koji Yoshida, e anche la mia è al suo posto. Ogni opera ha sigillato il suo accordo ambientale con il mondo che ha creato attorno a sé. (Jasmine Pignatelli) 
Franz Ferdinand Wörle














URBAN NEW DEAL (dal 13 al 20 Ottobre 2011) si sviluppa nell’ambito del convegno nazionale Ecoincentriamoci per l’architettura sostenibile e la riqualificazione dei centri storici ospitato dalla Città di Viterbo. Organizzato dalla piattaforma creativa internazionale EcoArt Project, ideata e guidata da Pino Fortunato.


mercoledì 5 ottobre 2011

Elisa Montessori e Riccardo Monachesi. Venti ceramiche

Sono venti ceramiche in mostra. Sono venti ceramiche realizzate a quattro mani. Sono venti ceramiche acquisite dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma e destinate al Museo Boncompagni Ludovisi. E sono bellissime. Nella mostra appena inaugurata si racconta di questa acquisizione e dell'incontro di due amici e artisti: Elisa Montessori e Riccardo Monachesi
Sulle forme modellate da Monachesi e plasmate con le sue tipiche morbidezze e i suoi ruvidi strappi d'argilla, interviene la Montessori con smalti e decori delicati ma che non comtemplano ripensamenti e indecisioni. La scultura di Riccardo e la pittura di Elisa. 


E infatti queste opere sono il risultato di un’amicizia. Loro si conoscono, scherzano, ridono, sono persone acute, colte e di spirito e sembra che con questi lavori si concedono ad un confronto che supera il binomio oggetto-decorazione. 
Le opere vivono del carattere dei 2 artisti. E' una gara, piuttosto un gioco nel rincorrere le proprie capacità stilistiche, tecniche e artistiche dove però nessuno vince, nessuno emerge: il risultato è di pura coesione!! 

Però il traguardo arriva... le loro 20 opere da oggi si confronteranno con la collezione di ceramica custodita al Museo Boncompagni Ludovisi che contempla bellissimi esemplari a partire dai primissimi anni del XX secolo. 
La mostra è a cura di Mariastella Margozzi. A Roma, al Museo Boncompagni Ludovisi fino al 6 novembre 2011. (Jasmine Pignatelli)